L’Archivio
della Basilica di Superga è un fondo documentario, cioè un
insieme di documenti, appartenuto alla Congregazione della
Real Basilica di Superga ed oggi conservato presso l’Archivio
di Stato di Torino, Sezioni Riunite.
Le carte, ordinate in 143
unità archivistiche tra registri e faldoni, documentano la
gestione della Real Basilica di Superga dal 1659 al 1951.
Prevalentemente si tratta di documentazione contabile relativa
alla gestione ordinaria e straordinaria della Congregazione
che gestiva la Basilica, oltre che di carte inerenti la vita
religiosa e sociale che ruotava attorno ad essa.
Una parte
delle carte del fondo contiene documentazione di varia natura
che saremo in grado di descrivere e datare meglio solo al
termine della schedatura analitica, che è lo scopo del
progetto che presentiamo.
La Basilica, la cui costruzione può
essere collocata fra il 1716 e il 1736, fu infatti sede, a
partire dal 1730, della Reale Congregazione, una sorta di
fucina per alti prelati. Il numero dei convittori non era
piccolo, dodici sacerdoti secolari laureati in teologia o
legge canonica all’Università di Torino, e la loro estrazione
sociale decisamente elevata salvo pochissime eccezioni; tutto
questo significava un tenore di vita privo di sfarzi, ma
senz’altro molto al di sopra di quello della popolazione di
Superga. Tradotto in termini di lavoro per gli abitanti del
luogo, significava ancora, come durante i lavori di
costruzionela Basilica, possibilità di approvvigionare (dal
cibo, alla legna, ai trasporti), di manutenere (l’edificio, i
terreni), di prestare opera (cuochi, servitori, lavandai). Vi
erano poi le cerimonie annuali, in certi periodi grandiosi
momenti di mobilitazione generale, per non dimenticare infine
quello che immediatamente diventò il più interessante e
cospicuo gettito di entrate, ciò che oggi chiameremmo turismo.
La costruzione della Basilica e l’insediamento della Regia
Congregazione instaurarono un rapporto diretto e costante con
la Casa Reale, che ebbe un grande peso nella vita della
comunità degli abitanti di Superga. I Savoia, direttamente o
attraverso i Prefetti della Basilica, si preoccuparono
stabilmente della popolazione, sia attraverso lasciti annuali,
sia attraverso interventi specifici sollecitati da suppliche.
Per una piccola comunità, che abitava un luogo pittoresco, se
non indimenticabile, ai nostri occhi, ma isolato e tanto
ostile da rendere la vita assai difficile, già nei ricordi dei
nostri anziani, la Basilica, e tutto ciò che rappresentava, fu
senza dubbio una delle cause della sua sopravvivenza.
Le carte
dell’Archivio della Basilica sono dunque fonte preziosa e
specchio fedele della vita a Superga nel lungo arco di tre
secoli. La schedatura analitica delle singole carte, e la
possibilità di fruirne in rete, progressivamente, a parire dal
prossimo autunno, costituirà materiale fondamentale per gli
studiosi di tante e diverse discipline, ma potrà anche
interessare un pubblico più largo, avvicinandolo ad una fonte
privilegiata della ricerca storica locale.
Il progetto,
finanziato dall’Ente Parco della Collina Torinese è coordinato
da Lucia Fontanella, si occupa della schedatura archivistica
Vincenza Nuscis, del trattamento informatico dei dati e
dell’immissione in rete Orazio Luchetta.
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